<< Torna / Back
Home Page >Variante al Prg per l'isola di Pellestrina
 
Laboratorio di Teatro Immagine con le scuole medie di Pellestrina

Dal giugno 2003 è in atto un percorso di costruzione partecipata della Variante al Piano Regolatore per l’isola di Pellestrina.
L’istituto comprensivo Loredan è stato coinvolto in esso attraverso alcuni laboratori che hanno portato gli studenti delle medie ad esprimersi sugli scenari futuri per l’isola.
Obiettivo del laboratorio è stato quello di proporre ai ragazzi un’esperienza in cui poter esprimere i propri pensieri e percezioni sulla realtà attuale di Pellestrina e su quella desiderata, tentando di individuare alcune strategie di trasformazione per la realizzazione dei propri desideri sull’isola.
Il metodo utilizzato per lo svolgimento del laboratorio è stato il Teatro dell’Oppresso (TdO) ed in particolare alcune tecniche del Teatro Immagine, sottogruppo di strumenti della famiglia del TdO. (per approfondimenti sul metodo vedi questo file)

La struttura dei laboratorio
Il percorso è stato proposto ad ogni classe delle due sezioni A e B della scuola e si è articolato in due incontri di due ore ciascuno. Nel primo incontro dopo una breve presentazione del laboratorio e la stipulazione del patto formativo si è lavorato sul clima di gruppo e l'introduzione all’utilizzo delle tecniche del Teatro Immagine mediante le quali i ragazzi, divisi in gruppetti, hanno costruito e quindi presentato ai compagni delle immagini che userebbero per presentare Pellestrina ad una persona che non la conosce.
Nel secondo incontro, si è lavorato sui nodi problematici scelti riguardo a cosa non piaceva ai ragazzi di Pellestrina e, a partire da questi sono state costruite ed elaborate un’immagine ideale risolutiva della situazione problematica espressa dal nodo scelto e un’immagine che invece ne rappresentasse la situazione problematica così come loro la vedevano nella quotidianità. Successivamente ogni gruppo è stato invitato a dinamizzare l’immagine problematica nel tentativo di portare dei cambiamenti per una sua trasformazione in direzione dell’immagine ideale. Infine si è discusso insieme sulle strategie di trasformazione proposte dal gruppo, sulla loro efficacia e su eventuali altre ipotesi emerse dalla classe.

Una breve sintesi degli argomenti emersi dai laboratori con i ragazzi
Pellestrina: lo scenario attuale
Dal lavoro svolto sulla percezione dell’isola da parte dei ragazzi sono emersi in modo preponderante tratti del luogo legati alle attività tipiche quali la pesca e il tombolo, la voga,
agli elementi tradizionali come i sestieri e i simboli che li rappresentano e agli eventi che ne hanno segnato la storia (L’apparizione della Madonna, l’alluvione).
Anche l’ambiente è stato molto presente nelle descrizioni dei ragazzi. Si sono soffermati in particolare sull’insularità come forte espressione di identità e di conseguenza sui collegamenti con il territorio limitrofo che segnano la loro quotidianità, e sul paesaggio nei suoi tratti strutturali (murazzi, spiaggia, e le aree verdi) e architettonici (forti di Caroman), come spazi di svago e di ritrovo.
Lo scenario attuale è stato approfondito nella rilevazione ed elaborazione dei nodi problematici. In questa sede è emerso con forza il problema della mancanza di servizi. Infatti, se da un lato i ragazzi hanno esplicitato un forte legame affettivo nei confronti dell’isola, dall’altro si sentono molto limitati dalla mancanza o inadeguatezza di servizi e strutture relative ai collegamenti con il territorio circostante (Venezia e Chioggia), alla viabilità interna all’isola (mancanza di marciapiedi sul lato mare, continui lavori in corso, circolazione dei mezzi sul alto laguna), al pronto soccorso, alle scuole superiori, alla possibilità di praticare attività sportive e ricreative. Alla rilevazione di tali problematiche si aggiungono dal punto di vista relazionale la paura di essere isolati dal resto del mondo e la noia e la fatica di vivere in una comunità che rischia di chiudersi e ripiegarsi su se stessa.
Tra i nodi su cui i ragazzi hanno scelto di lavorare i più ricorrenti sono stati il problema dell’inquinamento e lo stato di sporcizia e abbandono di alcuni spazi dell’isola, la mancanza di spazi per il gioco, il divertimento e le attività sportive, e la mancanza di attività commerciali e alberghiere.
L’analisi del problema dell’inquinamento si è concentrata in particolare sul comportamento scorretto in laguna delle petroliere che lavano le proprie cisterne vuote e dei pescatori che lavano i motori dei pescherecci, sull’inquinamento provocato dal numero crescente di auto e dall’installazione di ripetitori per i cellulari. Il problema dell’inquinamento in alcuni gruppi è stato interpretato come strettamente connesso al problema della raccolta dei rifiuti, della sporcizia e dello stato di abbandono di alcune aree come la spiaggia, il murazzo e i terreni lasciati incolti che rischiano di trasformarsi in discariche. Tra le ipotesi di trasformazione i ragazzi hanno individuato l’emanazione di una normativa più severa per la protezione della laguna, la costituzione di forme di vigilanza e controllo in particolare nella spiaggia e nei punti di raccolta dei rifiuti che disincentivino comportamenti dannosi, l’avvio di una raccolta differenziata dei rifiuti, l’incremento di operatori ecologici addetti alla pulizia e un’attività di sensibilizzazione della popolazione tramite volantinaggio con un coinvolgimento attivo dei ragazzi per il riordino dei luoghi.
Per quanto riguarda la mancanza di spazi per attività aggregative, ricreative e sportive e l’inadeguatezza di quelli esistenti i ragazzi hanno evidenziato l’impossibilità di giocare e divertirsi per strada (nei campielli o nelle calli), ma anche in spiaggia in quanto considerate attività che arrecano disturbo della quiete pubblica; la mancanza di un cinema, di una discoteca e di spazi che possano essere gestiti dai ragazzi in isola; il degrado e spesso l’inacessibilità delle strutture sportive esistenti come il campo sportivo o gli spazi verdi riservati al gioco. Le trasformazioni indicate dai ragazzi rimandano alla possibilità di individuare sulla spiaggia uno spazio non degradato dedicato al gioco, di poter accedere a spazi ad oggi non utilizzati nelle località di Porto Secco e La Mara, di costruire nuove strutture per le attività giovanili, ma di essere anche loro stessi possibili motori per creare situazioni di aggregazione che combattano l’emarginazione e l’isolamento.
La mancanza di attività commerciali è emersa soprattutto in relazione alla scomodità dei collegamenti con la terraferma e alla difficoltà di raggiungere agevolmente i centri commerciali esistenti nel territorio circostante. Viene in particolare sottolineata l’assenza di negozi di abbigliamento e supermercati. Altre strutture di cui si sente la mancanza sono gli alberghi ritenuti non solo una ulteriore opportunità di lavoro per gli abitanti dell’isola, ma anche un modo per incrementare il turismo e quindi la possibilità di incontrare nuove persone con cui relazionarsi. Nella discussione sul come apportare un cambiamento rispetto all’assenza di centri commerciali ci si è soffermati sul problema della convivenza tra le attività commerciali attuali e la nascita di centri commerciali individuando come possibile soluzione la nascita di un supermercato dall’unione commerciale tra gli esercizi esistenti. Per quanto riguarda invece i trasporti è stata indicata la necessità di un potenziamento dei collegamenti, di una riduzione dei tempi di percorrenza e di utilizzo di mezzi più confortevoli.
(per approfondimenti su tutto il percorso vedi questo file)

<< Torna / Back

File allegati / Attached Files

relazione sul laboratorio
Il Teatro dell'Oppresso

Indirizzo e-mail del destinatario:



Tuo indirizzo e-mail:






| Versione per la stampa | Invia questo articolo a qualcuno |

Comment List


There are no comments.

Printable page