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presentazione

Nuovi modi per confrontarsi – discutere – imparare ad intervenire nelle trasformazioni.

QUANDO L’ATTORE È IL PUBBLICO.
Pratiche partecipate di governo territoriale
da Porto Alegre al contesto italiano.

mercoledì, 8 maggio 2002, h 9.30-18.00
Istituto Universitario di Architettura di Venezia
Aula Magna, Tolentini, S. Croce 191.



Di ritorno da Porto Alegre, ancora carichi dell’entusiasmo e delle sollecitazioni che quella occasione di incontro e confronto ci ha dato, vogliamo creare un momento di riflessione tra rappresentanti del mondo associativo, istituzionale e della ricerca.
Non ci interessa il Bilancio partecipativo come modello statico. Vogliamo cogliere il senso profondo di quell’esperienza, intrecciarla con le riflessioni e le pratiche che anche da noi si stanno sviluppando, interrogarci sui problemi che le nuove forme partecipate di governo del territorio ci costringono ad affrontare.
Nuovi modi per confrontarsi – discutere – imparare ad intervenire nelle trasformazioni.
Il Workshop si aprirà con una sessione di “Teatro Forum”, uno strumento di animazione sociale che aiuta a concretizzare i problemi cruciali all’interno di certo tema – in questo caso la partecipazione – e offre ai presenti l’opportunità di intervenire direttamente nella scena proposta e verificare le possibilità di trasformazione del problema trattato.
Il “Teatro Forum” è una tecnica del Teatro dell’Oppresso, un metodo elaborato in Brasile da Augusto Boal all’inizio degli anni ’60. Utilizza la rappresentazione teatrale come occasione di crescita della capacità diffusa di elaborazione e di intervento all’interno di specifici contesti. Con il supporto dell’Associazione Jolly (che lavora a livello nazionale ed internazionale con il metodo del TDO), utilizzeremo questo strumento per facilitare l’avvio della discussione ed evidenziare le sue potenzialità ai fini del trattamento di un problema.
Alcune domande per la discussione
La domanda fondamentale riguarda i mutamenti nelle modalità di governo del territorio, apportati da strumenti quali Bilancio Partecipativo, Agenda 21 Locale, ecc. In particolare: se a governare non è più la sola istituzione, chi governa e come? come si producono decisioni a partire da visioni ed interessi diversi? quali expertise sono necessarie? ci sono delle “tecniche” a disposizione? cosa succede ai luoghi e agli organismi solitamente legittimati alla decisione?
Altre, non meno importanti, questioni su cui vorremmo soffermarci, partendo dall’esperienza di Porto Alegre per arrivare a casi a noi più vicini, sono:
- come si costruisce una partecipazione rappresentativa? (come si affronta il problema della selettività dei processi partecipativi, nel momento in cui partecipa solo chi sa già come difendere i propri interessi, chi è culturalmente ed economicamente attrezzato alla partecipazione, chi ha obiettivi e valori compatibili con quelli dominanti);
- quali i costi e i vantaggi della partecipazione rispetto alle dinamiche classiche di conflitto per le istituzioni locali, per i soggetti economici, per gli abitanti ed i soggetti organizzati spesso esclusi dalle decisioni sulla trasformazione territoriale?
- Infine, il governo delle trasformazioni territoriali è una potenziale ‘palestra’ per la crescita di nuovi soggetti locali in grado di coltivare visioni autonome dello sviluppo locale. E’ possibile ed interessante uno scambio tra soggetti locali coinvolti all’interno di politiche partecipative con altri che hanno praticato opzioni conflittuali più tradizionali? Quali opportunità di sviluppo e crescita delle capacità e dei ‘poteri’ sono riconoscibili in un caso e nell’altro? Quali opportunità si danno per lavorare sulla eterogeneità dei linguaggi, delle visioni, delle direzioni dello sviluppo?
Continuiamo il confronto – in rete
Sarà possibile – per chi lo vuole – continuare la discussione ed il confronto avviati nel workshop grazie all’uso di un ambiente che supporti l’apprendimento e la relazione cooperativa tra i soggetti partecipanti e quanti altri vogliano unirsi alla rete successivamente.
Vorremmo segnalare l’intersezione dei temi richiamati con quelli sollevati ed affrontati dal “Cantiere del Nuovo Municipio”; ci auguriamo che la rete di discussione possa ampliarsi e giovarsi del contributo di tutti.

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