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Oltre l’Urban Center? L’esperienza de l’Ombrello per Venezia
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La descrizione dell’iniziativa sviluppata sull’isola di S. Erasmo dal gruppo di ricerca de l’Ombrello è occasione per descrivere l’utilità di un metodo di trattamento delle questioni urbane che non ha come centro l’amministrazione pubblica e neanche un qualche soggetto specialmente dotato di competenza tecnica.
La scelta de l’Ombrello è di inserirsi nel trattamento delle questioni urbane promuovendo la costituzione di spazi pubblici di massima inclusività, dedicati a lavorare sulle relazioni tra i soggetti in essi attivi oltre che attivabili.
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Non a caso l’Ombrello è una metafora che rimanda all’immagine delle guide turistiche che lo usano per attirare l’attenzione e far convergere tutti i membri di un gruppo su un medesimo percorso temporaneamente condiviso. L’ombrello si propone come spazio dell’incontro e dello scambio: è tendenzialmente accogliente (ha scarsi vincoli all’ingresso), può essere usato opportunisticamente (nel senso di usare e valorizzare le opportunità), ha intrinseco il carattere del nomadismo vale a dire che si apre a segnalare un incontro ed uno scambio tra soggetti urbani, si richiude quando questo evento è concluso per poi riaprirsi altrove in un altro momento.
Tutti questi caratteri rimandano alla volontà di connotare l’Ombrello in maniera più destrutturata rispetto alle esperienze note di Urban Centers stranieri; un istituzione ‘leggera’, morfologicamente adatta ad evidenziare o creare eventi territoriali seguendone i percorsi reticolari e dispersi, senza cercare di ricondurli ad una propria visione di centralità eteronomamente definita.
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